Fisioterapia nel lipedema

a cura della Dott.ssa Sara Mantovani

Il ruolo della fisioterapia nel lipedema è fondamentale, tant’è che in tutte le linee guida e nei consensus document attualmente pubblicati è contemplata.

 In Italia il D.M. 741/94 definisce la figura professionale del fisioterapista. Di seguito i primi due articoli:

“Art. 1 E’ individuata la figura del fisioterapista con il seguente profilo: il fisioterapista è l’operatore sanitario, in possesso del diploma universitario abilitante, che svolge in via autonoma, o in collaborazione   con altre figure sanitarie, gli interventi di prevenzione, cura e riabilitazione nelle aree della motricità, delle funzioni corticali superiori, e di quelle viscerali conseguenti a eventi patologici, a varia eziologia, congenita od acquisita.

Art. 2: In riferimento alla diagnosi ed alle prescrizioni del medico, nell’ambito delle proprie competenze, il fisioterapista:

  1. elabora, anche in équipe multidisciplinare, la definizione del programma di riabilitazione volto all’individuazione ed al superamento del bisogno di salute del disabile;
  2. pratica autonomamente attività terapeutica per la rieducazione funzionale delle disabilità motorie, psicomotorie e cognitive utilizzando terapie fisiche, manuali, massoterapiche e occupazionali;
  3. propone l’adozione di protesi ed ausili, ne addestra all’uso e ne verifica l’efficacia;
  4. verifica le rispondenze della metodologia riabilitativa attuata agli obiettivi di recupero funzionale”.

Il fisioterapista fa parte del team che si occupa del paziente affetto da lipedema, e, insieme alle altre figure, stabilisce il percorso individualizzato per la singola persona.

È importante che il fisioterapista sia specializzato nel trattamento del lipedema e abbia intrapreso percorsi formativi adeguati alla conoscenza della patologia.

Ma in cosa consistono gli interventi fisioterapici per il lipedema?

Dalle linee guida e dai consensus attualmente pubblicati possiamo trarre alcune indicazioni fondamentali.

Il fisioterapista ha un ruolo sia nel trattamento conservativo che nel trattamento pre e post- chirurgico.

Nel trattamento conservativo utilizza il bendaggio in preparazione alla presa misura del tutore contenitivo in trama piatta e dà indicazioni sull’attività fisica adeguata al singolo paziente.

Dà consigli sulla cura della cute e sull’utilizzo e manutenzione del tutore contenitivo. In casi selezionati può insegnare l’autobendaggio.

Il linfodrenaggio manuale o la pressoterapia non sono la prima indicazione nel lipedema. Studi recenti hanno evidenziato come nel lipedema l’edema sia assente o sia minimo. Perciò Il linfodrenaggio manuale non ha un effetto terapeutico significativo sul lipedema, ma può far sentire meglio la paziente, dando dei benefici sia a livello psicologico sia per la percezione di presa in carico data dall’ “hands on” caratteristica del linfodrenaggio manuale (4). Ciò non deve però diventare una motivazione per rendere il paziente dipendente dal trattamento fisioterapico.

È bene spiegare esattamente al paziente quali siano gli obiettivi del trattamento manuale, non dandogli una rilevanza terapeutica che rimane limitata.

 In caso siano presenti limitazioni funzionali del cammino o delle attività della vita quotidiana, il fisioterapista propone un piano riabilitativo individualizzato per il recupero delle stesse, concordato con il team.

Lo scopo del trattamento conservativo è la riduzione del dolore e delle limitazioni alle attività svolte dal paziente, migliorando dunque la qualità di vita e la partecipazione sociale.

La contenzione (indumento in trama piatta o circolare) nel lipedema ha un ruolo fondamentalmente antinfiammatorio e dunque di riduzione del dolore e delle ecchimosi.

Mi preme sottolineare come, dal mio punto di vista, il ruolo del fisioterapista dovrebbe essere quello di favorire l’autonomia del paziente nella gestione della patologia, senza renderla dipendente dal trattamento fisioterapico. Questo è ormai l’obiettivo della fisioterapia in molti settori, soprattutto nell’ambito della gestione della cronicità (ad es. lombalgia cronica).

Nel percorso chirurgico la presenza del fisioterapista riveste ancora maggiore importanza, soprattutto nella fase post – operatoria.

Nella preparazione all’intervento chirurgico il medico consiglia spesso ai pazienti di indossare indumenti contenitivi e/o effettuare bendaggi per preparare i tessuti all’intervento stesso nelle settimane precedenti. In alcuni casi vengono prescritte anche sedute di linfodrenaggio manuale.

Nel periodo post – intervento è utile iniziare precocemente con linfodrenaggio e bendaggio, per ridurre la formazione dell’edema (normale dopo la liposuzione). Alcuni chirurghi hanno la possibilità di collaborare con fisioterapisti che trattano le pazienti già nelle prime ore dopo la liposuzione.

I trattamenti di linfodrenaggio e bendaggio si protrarranno per almeno 4-5 settimane dopo la chirurgia, inizialmente con una frequenza quotidiana per poi ridursi nel tempo. La paziente indosserà una guaina contenitiva o l’indumento in trama piatta già in suo possesso.

Ruolo del fisioterapista in questa fase è anche quello di controllare le ferite e gli ematomi, e riferire al chirurgo qualsiasi anomalia riscontrata.

Dà indicazioni alla paziente sull’attività fisica possibile a seconda delle condizioni individuali, stimolando comunque la ripresa delle attività quotidiane e del cammino.

Tutto questo per favorire la miglior guarigione dei tessuti e il ritorno alla vita normale.

Come già sottolineato, è fondamentale lavorare in team nella gestione dei pazienti affetti da lipedema. La patologia è complessa e necessita di percorsi integrati e individualizzati. È importante, dunque, che anche il fisioterapista sia figura attiva nella ricerca di collaborazione con le altre figure professionali e approfondisca le proprie conoscenze attraverso la letteratura pubblicata e corsi di formazione specialistici.

BIBLIOGRAFIA:

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